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Sheila take a, Sheila take a bow. Throw your homework on to the fire. Come out and find the one you love!


Diario


16 settembre 2009

nostalgia ingiustificata?

l'odore fumoso della carne alla griglia cucinata dai miei assemblata al vento tiepidamente freddo di settembre che esce fuori dalle due finestre aperte provoca un senso invernale e di circostanza che non riesco a decifrare.la scuola di tre ore si rivela pesante ma condivisa, tutti in fila usciti dall'autobus a camminare nel sonno, con la pioggia, con la sigaretta, con i pensieri di estate ancora, con un rimando continuo a situazioni che ora sono solo dolorose da riimmaginare,troppo lontane e concluse da sperare di riprenderle.è successo nel giro di un giorno tutto questo, tutta questa convinzione, che sembrava non arrivare con il sole alto, con le sveglie all'una di pomeriggio, con i giri disinteressati per il centro.adesso è arrivata tutta la consapevolezza e la convinzione di un periodo finito, allegramente. adesso comprendo completamente la sfera vitale della sera in campeggio, quel calore bombato e rigonfio, in cui si combinavano umori e distrazioni, occhi confusi.capisco tutto quello che VOLEVANO DIRE quei momenti ridacchiosi, pregni,a tratti smorzati a tratti entusiastici. capisco bene quanto fossimo a contatto, centrali, su una via di formazione provvisoria, non necessariamente giusta, quanto fossimo ridicoli con i nostri pochi anni spesi male alle spalle, riproposti e riformulati alle nuove conoscenze in modo ancora peggiore.quanto fossimo teneri, giovani e UMANI.
quanto significassero i tuoi occhi chiusi, manifestazione di gioia contro i rinizi scolastici che in passato avrai affrontato anche tu.
e ora mi sento più vecchia di un'estate.




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8 settembre 2009

sus

sono talmente priva e vuota di considerazioni valide e profonde o addirittura di minimi eventi da raccontare che propongo un minimo scritto di più di un anno fa, che, alla sua rilettura, non mi ha provocato un certo senso di indisposizione di stomaco e vergogna verso la mia pochezza mentale (che ora giudico stupidamente in gran parte risolta),cosa che succede per la maggior parte delle mie riletture:

"tra poco accenderò l'altro pezzo di sigaretta che prima avevo spento perchè avevo percepito che sarebbe arrivato mio padre,sono sensitiva.le sigarette non sono della lungezza giusta per me.è ormai agosto e non ho fatto niente.nulla.mi sento incompiuta.l'idea che l'estate da di libertà e possibilità e di treni e di cavigliere su caviglie su piedi su terreni sconosciuti mi continua a frullare in testa come un'occasione già persa"


devo dire che i temi del fumo e del sentimento di incopiutezza e insoddisfazione siano,non so in che misure, persistiti abbastanza.





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6 settembre 2009

lenzuola bianche su tavoli vecchi e spargimento di cianfrusaglie a basso costo

io non so perchè, dopo la serata di ieri confusionaria e intrinsecamente sbagliata, corrotta da rigiri di parole aggressivi,provocatori e arrabbiati, convinti della loro erratezza e deboli nel nasconderla.non so perchè, dopo l'autobus e la dormita di mezz'ora su una panchina azzura a quinto col mare rotondo al di fuori,calmo e lucente, intarsiato di luci e sporgenze nere a destra e ammaliato da una luce lattea a sinistra, dopo quel sonno incapibile e secco, nel quale ripetevo compulsivamente "non mi lasciare sola" come una richiesta divina e tragica indirizzata a non so chi e prodotta da non so qual motivo,ecco, non so perchè dopo questo e dopo altre fasi intricate che mi è difficile spiegare, sia scesa alle otto di mattina alla fermata dell'autobus di marassi, e mi sia diretta verso sud, incontrando la più grande rappresentanza della senilità genovese,e camminando ancora, bianca in faccia e faticosa nel respiro, mi sia imbattuta nel mercato del sabato mattina, colorato e lontanto, sbagliato, fuori luogo, mortifero, architettonico e incollato, quasi finto. non so proprio perchè abbia completato il giro e la visione incompleta di tutte le bancarelle, colma di sonno e stanchezza infantile, di rassegnazione e indisposizione fisica.lì a misurarmi con ciò che di più lontano ci possa essere.




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3 settembre 2009

ma sempre meglio di morire

sono visibilmente ed estremamente turbata ed esagitata. i motivi sono un video su youtube che ritrae in pose umane e serali l'uomo che credo di amare e un bicchiere grande di caffè. mi aggiro tra il letto e il divano in mutande non capendo cosa fare, in uno stato confusionale, mi controllo il battito e mangio un biscotto. mi sento cretina-stupida-inutile-imbecille a scrivere queste parole nervose e fintamente drammatiche.sono andata contro il mio ego adolescenziale concentrandomi su una versione di greco che ha visto la sua distruzione pochi minuti fa in brandelli di carta a un lato plastificata.è stato un atto esemplare, sono una vera dura, schiacciata dalla vita ma capace di stracciarla in un attimo. eh si.
mi chiedo chi me lo permetta di essere in questo stato per un paio di braccia,un paio di gambe e un paio di occhi apparentemente normali ma per me così ***** (non mi viene l'aggettivo strano adeguato). come mi possa permettere io questo delirio fittizio angoscioso, quanto potere abbia la fluidità di 3 minuti di gesti molli su di me.così equilibrati e poco fragili.non voglio pensare ad essere malinconica e profonda, non voglio ricadere nell'equilibrio triste di qualche anno fa per motivi non validi, sono convinta che sia un modo per scaricare la propria tristezza naturale e di crescita convincendosi di attuare questa filosofia per cause alte e passionali,motivi profondi e interiori.
tuttecazzate.
nonostante ciò, mi sconvolge la sua pelle tirata e abrustolita con sapienza,così aderente alle ossa.la sua tranquillità paranoica e quella mente simile e districata,smidollata,fragile e burbera.scintillante di stanchezza quella notte.
ecco ora l'ho detto e magari l'ho anche esorcizzato,ora magari svanisce tutto e posso non aver paura di ascoltare de gregori.
e la cosa che mi da più fastidio in assoluto, così poi magari chiudo, è che mi condizionano e do importanza a cose inusuali, sempre. ad emozioni solo mie, a impressioni non riconosciute nel panorama mondiale dei sentimenti usuali.i "fatti" per cui mi si aggroviglia la testa non sono rispettabili, credibili.unicamente bastati sulla mia fantasia. ciò provoca un ulteriore senso di sfiducia e di sfigatezza relativo alla mia vita.
se ad esempio qualcuno mi chiedesse cosa sia stato importante nella mia vita credo sarebbe strano e difficile spiegare che sono state le mie immaginazioni sul mondo musicale milanese a 13 anni, o le mie prospettive di co-abitazione con massimo coppola a 14, o le mie programmazioni di set cinematografici per rappresentare la condizione adolescenziale dei ragazzi strani, con tanto di storia d'amore tra me e attori internazionali.
com'è difficile daltronde spiegare e spiegarmi adesso l'intensità della mia immaginazione su di lui,spiegare la devozione e l'importanza delle mie discutibili impressioni e tumulti d'animo alla sua visione telematica casuale,spiegarmi il perchè e le cause dell'EFFETTO di alcuni suoi pensieri ricordati male,l' effetto anestetico della sua presenza, le combinazioni di elementi di pensiero e di movenze che mi hanno determinata,trasformata.non è credibile basarsi sulla profondità dei sentimenti che provo momentaneamente se non si possono neanche scrivere ed essere riconosciuti in una scala ufficiale,e se tanto tra 10 mesi saranno spazzati da qualche rottura amicale o, se proprio sono fortunata, amorosa. non ha senso, non ci potrei scrivere un libro che potrebbe incarnare le impressioni credibili e catalogate ufficialmente delle persone rispettabili  insomma.



"non ci ritroveremo mai "quanti anni hai?"
ma sempre meglio di morire di tanti anni uguali e neanche un attimo.
e tu non mi ricorderai negli anni mai...
ma sempre meglio
di una sera d'inverno contro la città non ti sembra?"




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2 settembre 2009

quanta pochezza

a me da fastidio l'andare a rilento, infinitamente. mi da sia fastidio infinitamente andare a rilento, che andare a rilento infinitamente, così chiariamo anche la grammatica.
mi da fastidio quell'idea di inesorabile normalità che potrebbe accompagnarmi per la vita, ed è un' idea che mi è venuta in testa da poco,uno o due anni. stavo pensando al fratello di una mia amica, alla quale avevo chiesto che cosa volesse (lui) fare come università, e lei rispose che non sapeva, ma che sicuramente avrebbe scelto una facoltà senza test d'ingresso, giurrisprudenza forse, e sicuramente a genova, TANTO! E' stato quel "tanto" che mi ha fatto fare lo scalino di presa di coscienza, che sono tanto rari. quel "tanto" significava che una scelta o l'altra non avrebbe cambiato niente, che la vita del suo fratello genovese a vita, era già inconsciamente programmata, che a lui manco dava fastido questa cosa, che la scelta dell'università era come decidere se studiare o meno per un'interrogazione di chimica, come decidere se mandare o meno un sms incazzato, come scegliere di mettere una riga in più nel tema della maturità.è questo che mi da fastidio, perchè temo di essere come lui, così brava a immaginare feste decorate, amici attori e strampalati, case in affitto lontane e amori importanti struggenti, ma alla fine sto sempre qua, nella mia casa lontana e già decorata, nella combinazione di cibo-studio-pensieri giornaliera, nelle parole inutili che scrivo e che raccontano ben poco, negli entusiasmi momentanei e poveri di una serata diversa, subito smentita.e allora non so quanto riuscirò a fare, se già in tutto questo tempo non ho ancora dato prova di molto.
era bello a 13 anni ascoltare i nirvana e pensare che a 18 avrei trovato un' anima competente, dei luoghi di raccoglimento musicale, dei discorsi da battito d'ali, labbra arzille.non è bello invece avere quasi 18 anni e ripensare a quel fervore di inizio adolescenza,travolto da troppe persone stabili, da prese di coscienza deludenti, da poca fiducia nella mia città di quattro mura, da gente che non vuole sapere chi sono. e non so perchè mi sia venuta questa manata di tristezza, che ormai non ha più senso.
per quanto riguarda il resoconto compitiano, ho ancora dodici versioni da fare, sei di greco e sei di latino.non le avessi mi sentirei più libera e furba, o ben più annoiata e privata.
oggi inoltre sono andata a ripetizioni, per le quali ho speso 50 euro e col guadagno di una versione e mezza incrtiticabilmente giusta che, su 16 incriticabilmente sbagliate, non so poi alla fine quanto valga.
peraltro, il fatto che dopo la narrazione di questo simpatico fatto non abbia nulla,ma veramente nulla da aggiungere, mi fa interrogare ancor di più sulla mia magra esistenza, quasi convinta che la soluzione sia andare a scrivere qualche paradigma serioso e vecchio come una perfetta liceale al secondo anno.vado.




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1 settembre 2009

non credo che questo post sia degno di un titolo.

io adesso non so bene di cosa parlare, perchè sto rileggendo un pò di cose vecchie, del mio inverno passato, delle mie serate di studio affogato, dei miei percorsi di periferia faticosi, col culo poggiato sulle sedie di plastica del 14, e mi sembra che non valgano niente, mi sembra che siano così piene di emozione, o di tristezza,o di senso di soffocamento, ma che non riescano ad esprimere nemmeno una di queste cose. quindi mi sembra un pò inutile e frustrante pensare di scrivere adesso ciò che provo, quello che mi è capitato, perchè rischierei di leggermi fra tre mesi e pensare le stesse cose che penso adesso.quindi mi limiterò a dire che in questa fine estate stanca e ben poco differente,sto provando un certo senso di importanza, di intensità, di calore globale, e credo di poter attribuire queste beltà alla scoperta di antony and the johnson, che però allo stesso tempo mi procura un altrettanto senso di estraneamento e depressione infima, che non mi va molto di affrontare.
potrei inoltre parlare del mio campeggio, dell'unica cosa che ha determinato l'estate infondo, o addirittura di te, della tua massa corporea profumata o dei tuoi occhi di terra che sembravano limati.ma mi accorgerei troppo in fretta di essere o sembrare troppo stupida, infantile ed esagerata.per cui non rischierò. dico solo che adesso è tutto finito, che sto ritornando in me, che mi sto ri-normaleggiando, con la prospettiva dell'mtv day genovese che determinerà la pura e inequivocabile fine dell'estate, con la prospettiva di un'altra notte almeno da passare senza tornare a casa, per poter, io e i miei amici, dar di matto per l'ultima volta consentita, e poi tutti a casa. con la prospettiva delle ripetizioni del greco e del latino. con la prospettiva di un nuovo anno scolastico mentale, faticoso e umido. e mi viene da pensare perchè ci debba essere questo dislivello, perchè bisogna passarsi nove mesi di gestazione educativa, di complicazioni banali e inspiegabili, di fatiche celebrali e fisiche, di attese assordanti, quando era così semplice un mese fa starsene insieme a vedere l'alba per la prima volta, col mare setoso e gelatinoso, e il sole di caramella rossa leccata, e le tue mani sulla mia pancia sporca.perchè? dico, è un dislivello troppo grande, troppo esagerato, ingiusto.
sono riuscita ad apparire abbastanza scema, moderatamente infantile.benissimo.







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20 luglio 2009

future is a shame

tra due giorni,anche meno,parto.vado,con amiche che prima erano amiche,che non lo sono mai state,che vorrei che le fossero,di cui non mi interessa molto.ascolto assiduamente february lullaby dei les fauves,che ho scoperto guardando,ancora più assiduamente,non pensarci,un film con mastandrea,che comunque mi aggrada non poco.poi c'è un'altra canzone ancora,sempre dei les fauves,che l'ho ascoltata mentre aspettavo l'autobus sotto casa mia,al massimo,ed è una canzone da ballare,dai suoni rimbombanti e ripetitivi fino alla fine,e c'era quello che abita sotto di me,aspettava anche lui l'autobus.di solito non lo vedo mai.mi sembrava che dovessimo prendere un autobus che ci portasse dall'altra parte del mondo,così,noi due,lui coi suoi capelli biondi,la sua faccia col ghigno.poi è passato mio padre e ci siamo rapportati impacciatamente.ha rotto le mie fantasie africane.ho preso l'autobus delusa.
anche se non dicessi queste cazzate,che non spiegano nè fanno gioire,sarebbe meglio.e sarebbe meglio che dicessi che non ho così tanta voglia di andare in puglia,in un campeggio alternativo,con ragazzi alternativi,con il mare alternativo.non voglio ubriacarmi ogni sera,non voglio fumare un pacchetto al giorno.ho notato da qualche giorno anche una certa aritmia nel mio cuore,e mi spaventa.ma non sarà niente,sarà solo l'ansia della partenza.
l'altro giorno siamo andati a fare i biglietti,e c'era il ragazzo alternativo della mia amica,e uno uguale a lui,e un altro ancora più alternativo e bello.fintamente intraprendenti e impegnati,ci hanno fatto andare avanti noi ragazze mai viste prima nella coda per la biglietteria,o forse l'abbiamo scelto noi.al momento del contatto col bigliettaio nessuno ha detto nulla,si è fatto avanti il primo rimproverandoci dicendo "è inutile fare un passo avanti se ne fate uno indietro".credo sia una qualche citazione che non mi interessa abbasanza per andarla a cercare su google.ma il punto non è questo,il punto è che attendiamo curiosi gli atteggiamenti di ognuno,ci soffermiamo su ogni risposta che si da alle domande una ad una più difficili,per vedere il nostro grado di alternatività.e sono anche io così,sempre in ansia indecisa tra l'insicurezza e l'esagerazione.non me ne frega di farmi 15 giorni di mare nè di campeggio.non me ne frega di incontrare qualche metro e mezzo di grandi parole per poi venire a sapere le sue fondamenta maschiliste.
alla fine,è solo paura, la mia.non ha più senso pensare che è inutile aprirmi visto che gli altri non possono capirmi,è altrettanto inutile pensare di dovermi sacrificare a capire il mondo sapendo che tanto sono molto meglio io.ho finito le possibilità,non ce ne sono.ci ho rinunciato.c'è qualcosa di profondamente sbagliato in me e in tutto.e nel giro di qualche ora non la penserò già più così,confusa dai clori degli zaini di tela,irrequieta nel registrare le nuove facce,giudicandole e infine catalogandole in scala.minuziosamente attenta a dosare le parole e gli sguardi,a negare qualche risata, a incitare qualche discorso sbagliato o non adatto.cercando giorno per giorno un motivo di allegria cardiaca, facendo fantasie su quello che non è concesso,o è impossibile.non accontentandomi.chissà perchè




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9 luglio 2009

libertines

sto riascoltando un pò di musica vecchia,che ascoltavamo uno,al massimo due anni fa.i libertines,i babyshambles.erano la mia fissazione,li vedevo in video sporchi e intossicati,capaci di accordi miracolosi.quando ho ascoltato per la prima volta hooligans on E ero in macchina,per andare non so dove con i miei genitori,seduti davanti.avevo gli occhi chiusi ancora pieni di sonno e di voglia di non vedere,inizia quella canzone e voglio piangere.era così perfetta e struggente,piena d'amore e carica.con quelle chitarre in disparte saltarelline,che producevano a sorpresa suoni di stelle.ma intanto è inutile descriverla.la melodia dolce che avevo sempre cercato.ecco,forse stavamo andando a firenze,l'ho ascoltata per tutto il giorno,paurosa che quelle note dopo tanto ascolto non potessero farmi più l'effetto della prima volta.l'ho ascoltata quando i miei dormivano probabilmente nel mio stesso letto,e piangevo comprensione,amore e totale abbandono verso quei venticinquenni anglofoni,così distanti e gelatinosi nelle parole,sciolti e fusi nella loro terra,nei loro amori importanti,nelle canzoni innovatrci e così semplici.ho passato questa fissazione alla mia amica N. di quel tempo.ore a casa mia passate a fingerci le ragazze di pete doherty e carl barat.a cogliere i particolari della loro pelle e a tentare di riprodurre i loro accenti inglesi troppo esclusivi.lei si era riuscita ad accaparrare pete,io carl.credevo fosse più bello,più stabile,non troppo preso dalla droga,più reale.al fianco del genio pete,lo rassicurava e lo coccolava quando aveva le sue solite crisi di astinenza.ma era una divisione ingiusta,sia io che la mia amica N. sapevamo benissimo che la spartizione sarebbe dovuta avvenire al contrario,lei carl,io pete.ero io quella eccessiva,quella che aveva portato la sua amica allo struggimento,all'amore irrisolto e alla droga.probabilmente avevamo deciso così per compensare le nostre nature.comunque non ci abbiamo fatto troppo caso,fino a crederci quasi interamente,a quello strano gioco di ruoli,sbagliato.era lei il mio punto fermo,il mio riferimento minore,potevo dire qualche cosa troppo al di fuori,potevo fumare dieci sigarette,lei mi ammirava,poi mi diceva cosa avrei dovuto fare.è stata lei a portarmi a londra per la prima volta,forse io da sola non l'avrei mai fatto,era un qualcosa per ragazzini borghesi.ma lì io ci ho messo l'immaginazione,guardavamo il sottopassaggio di catford dove passavano i ragazzini in divisa per la scuola a luglio,e dicevo che uno di loro era pete,ancora preso dallo studio e dalle merendine della tesco,incapace ancora con la chitarra,che parlava ai gatti.prima di kate moss e prima delle serate passate in compagnia del crack.e così,abbiamo fatto come pete e carl.la nostra amicizia,dopo quella passione enorme estiva,piena di accordi e serate umide costellate da canzoni su youtube,è arrivata alla fine.io,la vera pete,ero troppo piena di me,in overdose da convinzioni e paurosa che qualcuno (anche la persona a cui tenevo di più) potesse rubarmele e rivenderle a cazzoni genovesi,ho girato le spalle,detto che volevo starmene per conto mio,mi sono buttata sulle risate isteriche con altri.lei,la vera carl,mentre ero distesa sul pavimento della mia vita,intarsiato di dolore,confusione coerente e sogni troppo grandi,mi ha detto in modo inglese che non c'ero più nel gruppo,che era lei a decidere che "basta",come in quel video in cui carl dice a pete che finchè non si disintossicherà non sarà nel gruppo.




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7 luglio 2009

notting hill

il ventidue parto e vado in salento in campeggio.cosa che un'estate fa sarei uscita pazza solo all'idea vista la mia passata passione verso i negramaro e il mare salentino (che adesso,ahimè,odio entrambi).abbiamo comprato una tenda automontabile enorme,piuttosto esagerata,decisamente da calabresi che portano le teglie al mare.sfottò assicurato.ci sarà J. che mi piaceva un casino,ma dopo aver scoperto che era arrivato alle 5 ragazze in contemporanea,adesso mi è un pò passata.ma credo che appena lo rivedrò con i suoi occhi a palla stanchi, e nelle sue movenze da psicopatico accanito,non ci metterò molto a cedere.ci sono inoltre vari problemi col mio amico S.,troppo attaccato,troppo pieno di paure,troppo diverso,troppo bambino,troppo di tutto.credo che non riuscirò mai ad avere un'amicizia unica,una di quelle salde e perfette.ma in effetti non esisteranno.ora mi fa male una pellicina e sono un pò stanca,stasera siamo andati a casa di un compagno di scuola,uno dal cuore dolce e dalle maniere calme,che resterà sempre bambino,dalle braccia lunghe,una mia amica delirava,io e S.ci siamo fatti pane e sottiletta.tutto è andato avanti con ligabue che cantava gigante sullo schermo ultrapiatto che stonava in quella casa color crema vecchia,coi muri alti e nessun libro.stavo sdraiata sul divano e pensavo che dovrei ascoltare ligabue,che alla fine dice cose semplici e magari anche adatte alla mia età,e che dovrei smetterla di fare l'alternativa ascoltando vincent delerm o chicchè sia,perchè intanto non ne parlo con nessuno.se invece ascoltassi ligabue avrei un sacco di amici,ci vedremmo a casa del nostro amico e ci spareremmo ligabue in megapixel.poi ho pensato che stavo sparando cazzate,sono andata sul balcone e si parlava di naruto,lost,grey's anatomy, ho fatto alcune considerazioni,ho detto qualche "si,bellissimo". se anche ascoltassi ligabue non cambierebbe un cazzo


vincent delerm - chanson anglaise

ah,ho trovato,cioè...ho prenotato,il libro di massimo coppola, brand : new.vecchissimo.c'è un pezzo che parla di quando si prende la decisione di uscire di casa,invece di ascoltare musica struggente.quelle parole sono le mie.quelle parole sono io oggi quando guardavo notting hill e dicevo: mi alzo,vedo gli orari degli autobus e vado da melville a prendermi una canottiera,o resto qua? dopo un pò sono andata,ho aspettato il momento in cui hugh grant stringe lei al suo petto premendo con la mano sulla sua schiena,e ho preso l'autobus,di canottiere ce n'erano solo a righe e costavano 13 euro,ho preso un vestito blu da hem a 14.
che senso abbia tutto questo non ne ho idea,forse solo che a notting hill,ho rischiato di andarci una volta,e da quel momento, è il posto in cui vorrei andare di più al mondo,non in salento.




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28 giugno 2009

brandi carlile - downpour

oggi sono stata al gay pride.ho odiato alcune mie "amiche" che continuavano a schifarsi di alcune persone a parer mio molto più rispettabili di loro.c'erano uomini travestiti,donne rifatte,ragazzini dagli occhi di cerva,ragazze dal seno libero.era la sfilata dei liberi,dei figli di de andrè, dei frequentatori di puttane e di vicoli.e io lì legata a quelle dementi che si esaltavano ad ogni culo.potevate anche evitare,coi vostri genitori in lino e i cani di razza, le case in centro e la campagna per l'estate.io in campagna ci vivo tutto l'anno. e ho una gatta bianca. dopo la serata è degenerata con vodka e focaccia,col mio amico S. che dice alla mia amica N. che gli piaccio,con il baciare la mia amica G. e con il parlare con elementi indefinibili.e,cigliegina sulla torta,con l'incontro del mio grande amore platonico (GAP) A. che, per l'unica volta della mia vita,si cagava la mia amica e a me mi trattava come una fattona.i suoi occhi piatti e grandi,di colore di pura foglia,le sue labbra piene sotto e spigolose sopra,i capelli castani bambini,la pelle morbida reduce da 15 anni di sforzi scolastici,spesso tirata e strapazzata dalle sue mani.è sempre stato lui il mio uomo,uguale a me fisicamente,forse un pò troppo bigotto,ma tranquillizzante e mollo nei gesti,calmo nell'apprendere anche concetti semplici.non mi ha risposto al mio messaggio di totale apertura e di sbavamento.non mi ha mai calcolata.e non è neanche quell'elemento inarrivabile.ora ovviamente mi ritrovo a pensare sulla mia possibilità di piacere,con una buona dose di NONautostima e sonno,di spinta vitale nel cuore ma anche di freno che non ho mai capito,sarà la mia genovesità chiusa che odio,o la mia presunzione.o forse è solo paura.molto probabile.
ps
taglietto,ti risponderò quando sarò un pò più in me e un pò meno speranzosa del messaggio del GAP,comunque tu non immagini neanche che felicità e soprattutto tranquillità mi provochino i tuoi commenti,un bacio =)




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